foto zucca L’Ing. Zucca operò fin dagli anni ‘70 nel gruppo Fiat e in particolare fu l’IT Manager di Fiat Auto per alcuni decenni.

Fu il propulsore dell’informatica mirata al gestionale. Egli promosse la nascita e la crescita di molte software house, la sperimentazione delle best pratices come modus operandi, l’innovazione nei metodi e negli strumenti con una particolare attenzione alla loro effettiva utilità e agli impatti organizzativi sulle persone.

Ciò produsse un’imprenditorialità diffusa piena di iniziative che generò un tessuto ricco di competenze e di professionalità con ottimo rapporto costi/benifici.

In un periodo in cui l’informatica era considerata, data la novità e la scarsa conoscenza che ne aveva l’alto management, parafulmine per ogni difficoltà che sopravveniva, Tarcisio Zucca Alessandrelli aveva ben chiaro, fin da allora, quanto l’Information Technolgy sia fattore determinante per la competizione. Questo nell’ambito di una scelta strategica di “fare” il sistema informativo che seguisse e, al tempo stesso, fosse propulsore dei processi di business.

Ottenne grandi risultati anche grazie alla capacità di “fare squadra”, promuovendo un atteggiamento basato sulla collaborazione, con la ferma determinazione che l’informatica non è solo un insieme di tecnologi, ma deve, con la propria organizzazione e le conoscenze applicative del business, agire da partner nei confronti degli utenti del sistema informativo.

Nella Sua lungimiranza fu il fondatore del Club Dirigenti di Informatica di Torino, primo in Italia con queste connotazioni, nonchè il promotore di Fida Inform (l’Associazione che raggruppa i Club gemelli delle varie città italiane).

Senza clamore e nell’assoluto disinteresse a proclamare la paternità di alcunché fu attento al sociale e in particolare alla disabilità, ritenendo che l’informatica potesse molto in questo campo. Perciò fu, fin da subito, un grande sostenitore di ASPHI che oggi ci onora di partecipare al premio e della quale fu a lungo nel Consiglio Direttivo. Nel 1999 venne insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

Il Premio vuol perciò ricordare e portare ad esempio le capacità informatiche e manageriali, non dimenticando le grandi doti di umanità, di assoluta affidabilità, serietà e onestà aziendale. Per quanti lo hanno conosciuto rimane un esempio che oggi è più attuale che mai.